3dsMAX+LightingAnalysis+iRay= render fisicamente corretto e predittivo. Ma di cosa parliamo?

Prima di affrontare l'argomento del post vorrei ringraziare treddi.com il più seguito e popolare portale sulla grafica 2D/3D (e non solo a dire il vero...) in Italia, per il sostegno che sta dando all'UDINE 3D FORUM. Manifestazione che si tiene a Udine dedicata al 3D e a tutte le sue applicazioni. E soprattutto ci tengo a ringraziare lo staff per lo spazio che, con dei fantastici articoli, sta dando agli artisti che animeranno gli svariati eventi e workshop, che sono l'ossatura dellUDINE3D FORUM, che vi ricordo si terrà, nella splendida cornice di Udine, a novembre il 6.7.8. QUI il link per la registrazione, QUI l'articolo su treddì che mi riguarda.

Veniamo a noi...di cosa parleremo?
Non mi sono mai piaciute le definizioni tipo "sistema" o sigle varie per definire una pipeline; un po' perché ognuno ha il suo e un po' perché non esiste, a mio parere, un "sistema" o una via rapida che rappresenti la panacea di tutti i mali di un grafico 3D.
Ciò nonostante delle linee guida ci sono e, se l'intento è il medesimo, vanno applicate.
Il mio percorso nasce molto indietro nel tempo, ed ha radici nel mio modo di essere e di vedere le cose, pragmatico e, se volete non troppo artistico. Da qui, probabilmente, la mia scelta di adottare iRay come render engine e la scelta di utilizzare solo luci fisiche.
Ho sempre cercato una via per eseguire i render secondo una logica reale, che mi permettesse di trasporre le mie esperienze tattili e visuali nel mondo digitale.
Mi sono sempre occupato di CAD e progettazione edile (dal 1988), di grafica 3D (dal 1995) e anni fa espressi la mia volontà - perdonate l'eccessiva semplificazione -  nel voler arrivare a materializzare un concetto. Creare una scena, inserire un corpo illuminante noto, fornirgli i dati necessari (che non fossero "prova 300 se non va 3000"), regolare i settaggi della camera come se fosse la  mia reflex e avvicinarmi il più possibile ad ottenere la medesima immagine che otterrei scattando una foto.
Parlo di predire il risultato del render rispettando delle regole fisiche e reali.

A quel tempo non avevo alla mia portata gli strumenti, probabilmente neppure c'erano all'interno di un sistema simulativo come 3ds MAX. Ora gli strumenti ci sono e sono gli stessi usati dagli illuminotecnici e lighting designers per le simulazioni e verifiche illuminotecniche, il che mi permette di dare un senso e una verosimiglianza a quello che propongo e faccio.
Mental Ray + Lighting Analysis.

L'acquisizione di iRay del suo sistema di render predittivo e delle sue LPE nella pipeline mi ha permesso di chiudere il cerchio. Perché il mercato ha le sue esigenze e occorre tenere in considerazione quelle di tutta la committenza e non solo di una parte. Ok al render fisicamente corretto ma deve potermi dare la possibilità, tenendolo come base di partenza, di espandere gli orizzonti fino a renderlo un'immagine accattivante, con una post produzione mirata, selettiva o, come mi piace chiamarla, interattiva.
Da qui la nascita di questo percorso, che utilizzerà sostanzialmente due software 3ds MAX 2016 e un programma di fotoritocco per la post-produzione (Photoshop nella fattispecie):
  • Modellazione e criticità
  • Illuminazione (naturale / artificiale, fisica e coerente)
  • Controllo dell'esposizione
  • Lighting Analysis a cosa serve a chi e perché
  • Verifica illuminotecnica (se richiesta)
  • Render "predittivo"
  • Light Path Expression
  • Post produzione "interattiva"
Questo, in estrema sintesi, il mio contributo/intervento/workshop presso l'UDINE 3D FORUM del 7 novembre.
·
AGGIORNAMENTO: ad oggi 10.11.2015 pìu di 1200 persone hanno letto QUESTO post su treddi.com. Al workshop in oggetto eravate più di 60...ci tenevo davvero a ringraziarvi tutti!!!

Nessun commento:

Posta un commento

Ciao, ti ringrazio anticipatamente per il tuo commento.