I Revit worset sono la risposta?
La Verità dietro lo Strumento di Collaborazione più Frainteso del BIM
Lavorare in team su un progetto complesso è spesso un esercizio di equilibrismo. Senza un metodo rigoroso, ci si ritrova sommersi da decine di versioni dello stesso file — i famigerati "progetto_finale_v2_definitivo" — o, peggio, si finisce per sovrascrivere accidentalmente il lavoro di un collega. La sfida è far convergere gli sforzi di più progettisti in un unico ambiente digitale senza generare caos.
La soluzione esiste e si chiama Workset, ma è probabilmente lo strumento più frainteso di Revit. Se usati correttamente, i Workset trasformano un file condiviso in un ecosistema armonioso; se ignorati o mal interpretati, diventano la fonte principale di colli di bottiglia e frustrazione.
Takeaway 1: I Workset NON sono quello che pensi (Cosa non sono)
Il primo passo per padroneggiare i Workset è capire cosa non sono. Spesso gli utenti alle prime armi li utilizzano come se fossero i "Layer" di AutoCAD, usandoli solo per nascondere o mostrare elementi. Questo è un errore strategico che mina l'efficienza del modello.
• Non sono Discipline: Non confondere i workset con il file architettonico, strutturale o impiantistico linkato. I workset servono invece a gestire la concorrenza all'interno dello stesso file. Pensate a un file MEP: tre persone diverse possono lavorare contemporaneamente su Elettrico, Termico e Idrico, ognuna sul proprio workset, producendo un unico modello impiantistico coerente.
• Non sono Link: Un link è un riferimento esterno; i workset operano nel database interno di un singolo file.
• Non sono File Separati: Non servono a spezzettare il progetto, ma a permettere la coabitazione di più utenti.
Comprendere questa distinzione è fondamentale: i Workset servono a gestire la proprietà e la responsabilità degli elementi. Senza questa chiarezza, il coordinamento si trasforma rapidamente in un disastro.
Takeaway 2: Il Grande Malinteso del termine "Modificabile"
L'errore più critico avviene nella finestra di gestione dei Workset, sotto la colonna "Modificabile". Istintivamente, potresti pensare che impostare un Workset su "Sì" significhi "voglio poterlo modificare". È esattamente l'opposto.
"Se un workset è modificabile = Sì, significa che solo il proprietario può modificarne gli elementi. Gli altri utenti devono richiedere il permesso."
Attivare il "Sì" significa rivendicare la proprietà esclusiva, bloccando di fatto tutti i colleghi. In un ambiente collaborativo sano, lo stato preferito è "Modificabile = No". Questo permette il "prestito" temporaneo degli elementi (borrowing): posso spostare una porta senza bloccare l'intero workset degli infissi, a patto che nessun altro la stia usando in quel momento. Il "Sì" si usa solo quando si devono compiere operazioni massive e si vuole evitare che altri interferiscano.
Takeaway 3: La Gerarchia della Verità — Modello Centrale vs. File Locali
Tutto il sistema si basa su una gerarchia ferrea. Una volta attivati i Workset, il file viene salvato come Modello Centrale. Qui entra in gioco un dettaglio tecnico vitale: Revit riconosce le persone dal nome utente impostato in File -> Opzioni -> Nome utente. Punto. Senza questo setup, il software non sa chi sta chiedendo cosa.
Il flusso di lavoro prevede tre protagonisti (nel nostro scenario):
1. Utente 1 (Coordinatore): Gestisce livelli e griglie.
2. Utente 2 (Architettonico): Gestisce murature e partizioni.
3. Utente 3 (Infissi): Gestisce porte e finestre.
La regola d'oro è: il Modello Centrale non si tocca. Ogni utente crea un File Locale sul proprio computer. Si lavora sul locale e si "sincronizza" con il centrale. Se non sincronizzi, lavori nel vuoto; la sincronizzazione è l'unico modo per far confluire il tuo lavoro nella "verità" di progetto.
Takeaway 4: Il Potere della Richiesta (Collaborazione, non Competizione)
Cosa succede se l'Utente 2 (Architettonico) deve spostare un Livello gestito dall'Utente 1 (Coordinatore)? Revit bloccherà l'azione, segnalando che l'elemento appartiene a un altro proprietario.
È qui che nasce la "Richiesta di modifica". L'Utente 2 invia una notifica; l'Utente 1 la riceve sul suo schermo, vede l'elemento coinvolto e può decidere se concedere o negare il permesso. Se concede, l'Utente 2 può modificare solo quell'elemento specifico.
Un dettaglio fondamentale: una volta effettuata la modifica e sincronizzato il file, questo permesso temporaneo si chiude automaticamente. Il sistema torna in equilibrio, garantendo che nessuna modifica critica avvenga per caso o senza tracciabilità.
Conclusione: Un File Solo, Zero Casino
L'uso corretto dei Workset elimina alla radice la necessità di operazioni rischiose come il "copia-incolla" tra diversi file o i merge manuali a fine giornata. Il risultato è un processo lineare, sicuro e tracciabile, dove il Modello Centrale rimane l'unico punto di riferimento per tutti i link disciplinari.
Un file solo. Responsabilità chiare. Lavoro parallelo.
Se lavori in team e non usi i workset, sei sicuro di non stare rallentando il tuo intero studio?
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