Didattica Revit: perché il traguardo conta più dell'indice degli argomenti
In queste settimane sono impegnato come docente nel corso "BIM Specialist: Metodi di innovazione e gestione integrata di progetti dei processi nella progettazione". Un titolo lungo per descrivere un obiettivo molto concreto: formare professionisti che partono da zero con Revit e portarli a gestire flussi di lavoro complessi.
40 corsisti, 40 velocità diverse Lavorare online con una classe di 40 professionisti è una sfida interessante. Ci si trova davanti a una "classe mista" nel senso più profondo del termine: background diversi, attitudini software differenti e, soprattutto, ritmi di apprendimento diversi.
In un contesto del genere, ho capito da tempo che basarsi rigidamente su un elenco di argomenti o su una sequenza prestabilita è un errore. Se ti limiti a "spuntare la lista" delle funzioni, rischi di perdere per strada metà della classe o di annoiare l'altra metà.
L'obiettivo non è il comando, è il processo Il metodo va tarato sulle persone. Quello che conta davvero non è cosa spiego nell'ora X, ma dove arrivano i corsisti alla fine del percorso. Il mio "punto zero" e il mio "punto di arrivo" sono scolpiti nella pietra:
Punto di partenza: Il professionista non ha mai aperto Revit o non sa come strutturare una commessa.
Punto di arrivo: Il corsista deve saper gestire l'intero processo per la stesura delle tavole dello stato di fatto, dello stato di progetto e, fondamentale per la nostra professione, dei confronti (i classici "rossi e gialli").
L'obiettivo finale è l'ottenimento dei titoli autorizzativi (ristrutturazioni, sanatorie, ecc.). Se alla fine del corso l'allievo sa produrre la documentazione necessaria per consegnare una pratica in Comune, allora abbiamo vinto.
La flessibilità nel mezzo Quello che succede tra l'inizio e la fine è un percorso variabile. La sequenza dei comandi e la velocità di approfondimento cambiano in base alla risposta dell'aula. Se la classe è reattiva, si spinge di più sul coordinamento; se ha bisogno di più tempo sulle basi, ci si sofferma.
La bravura dei corsisti modella il corso, ma il risultato finale resta non negoziabile. Insegnare Revit non è spiegare un software, è insegnare a gestire un processo edilizio digitale.

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