Perché i professionisti scappano dai "prof" per venire nei miei corsi Revit?
C’è un fatto che si ripete spesso nei miei corsi a Udine: in aula trovo persone che arrivano da Pordenone, da Gorizia o Trieste, da zone teoricamente coperte da altri enti formativi.
La domanda sorge spontanea: perché un architetto o un geometra di Pordenone dovrebbe farsi chilometri di strada per seguire 74 ore di Revit base da me, quando ha un corso identico — stesso finanziamento, stessa durata — a due passi da casa?
La risposta non è simpatica, ma è maledettamente vera: i professionisti cercano i professionisti, non i professori.
La trappola della didattica "scolastica" Il problema della formazione tecnica oggi è l’imborghesimento accademico. Esistono "istruttori" (spesso autoproclamati tali con certificazioni che risalgono a sei anni fa, ere geologiche nel software) che vivono dentro le mura degli istituti tecnici. La loro mentalità è tarata verso il basso. Sono abituati a parlare a ragazzi di sedici anni, a livellare il discorso per non affaticare menti che devono ancora scoprire il mondo del lavoro.
Quando un professionista che lavora da vent'anni finisce in un’aula del genere, percepisce subito il "vuoto". Non può accettare che gli venga detto "quando andrete nel mondo del lavoro..." o che gli vengano propinati esempi teorici presi da un manuale del 2020 che il docente stesso non ha mai applicato in un cantiere reale.
Didattica professionale vs Didattica per ragazzi Chi siede nelle mie aule non è un alunno da bacchettare, è un collega che ha un problema da risolvere.
Il "prof" ti spiega il comando perché è scritto nell'indice del libro.
Io ti spiego il comando perché so che senza quello, domani mattina, non chiudi la pratica in Comune.
La differenza sta tutta qui: nella realtà del fare. Se non usi Revit per la tua professione quotidiana, se non ti scontri con i bug, con le varianti dell'ultimo minuto, con le sanatorie impossibili, cosa puoi insegnare a chi con quelle cose ci paga le bollette?
Il valore del tempo Un professionista non sceglie il corso più vicino; sceglie quello che gli fa risparmiare più tempo nel lungo periodo. Sceglie chi parla la sua stessa lingua, chi non racconta stronzate teoriche e chi vive la professione ogni singolo giorno.
Vedere persone che attraversano il Friuli per sedersi in aula con me è la conferma che la competenza "masticata" sul campo batte qualunque titolo accademico o certificazione polverosa ottenuta anni fa e mai messa alla prova della realtà.
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