Se pensi di poter affrontare la burocrazia italiana con le librerie standard di Autodesk, auguri.
Questa settimana, nell'aula online del corso BIM SPECIALIST che conduco per i professionisti della Regione Toscana (ente Etruscaform), ho preso una decisione drastica: abbiamo abbandonato le famiglie di default. Sono inadeguate per la progettazione reale nel nostro Paese. Ho guidato la classe nella creazione da zero della propria "cassetta degli attrezzi": simboli di livello, etichette, cartigli. Il controllo totale sugli strumenti è l'unica via per l'autonomia professionale.
Vedo ancora troppa "sindrome da CAD". Fidarsi degli occhi e non dei dati delle Proprietà porta a disegnare pilastri che vanno in profondità invece che in altezza, o muri senza vincoli. Per questo ho rallentato volutamente sui comandi 2D di base: se non sai gestire un perimetro, non saprai gestire un'estrusione.
E di fronte ai bug noti, come quelli dei nuovi Solidi Topografici, non indoro la pillola. Ho insegnato a tagliare le geometrie manualmente. Un professionista deve saper dominare il software, anche quando il software sbaglia. La prossima settimana si passa alle Fasi (Gialli e Rossi): se la base non è solida, il comparativo sarà un disastro.
Ferruccio Della Schiava Docente Senior Revit

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